Una inutile giornata di lavoro

Dicembre 2019

Chi l’ha detto che una storia d’azienda deve per forza essere divertente? Voglio invece raccontare una storia triste di come a volte un consulente possa sentirsi davvero inutile e incompreso. E alla fine probabilmente rideremo per non piangere.

Di tanto in tanto a te, tecnico che ti occupi di sicurezza e prevenzione incendi, può capitare di venire accolto durante un sopralluogo in azienda con esternazioni del tipo: “ma queste cose non servono a niente, sono solo scartoffie, tanto dopo i lavoratori fanno quello che vogliono”… Oppure con espressioni di sconforto del tipo “questo è il lavoro da fare e non c’è modo di farlo diversamente e migliorare le cose”. A volte invece vieni accolto proprio come uno di famiglia: “ma ha bisogno che qualcuno la accompagni? O si arrangia?”, oppure addirittura sembra che tu sia capitato a sorpresa: “ah era oggi il sopralluogo?”.
Altre volte succede che devi tenere un corso. Questione difficile tenere i corsi, è una cosa faticosa: tu, docente, non puoi mai perdere l’attenzione e il filo del discorso, che può durare anche 4 o 8 ore, e nello stesso tempo devi essere semplice, usare un linguaggio comprensibile a tutti, stranieri compresi, interessante, divertente, stimolante.

A dirla tutta, non sempre si parte col piede giusto: tenere un corso costa anche fatica fisica (resti in piedi tutto il tempo, in movimento per mantenere viva l’attenzione dei partecipanti), che, per carità, sicuramente nulla ha a che fare con la fatica di lavorare in produzione, ma se sommiamo il lavoro che fa la testa e quello che fa il corpo di un docente che tiene un corso di formazione, ne risulta che a fine giornata si è parecchio stanchi e pertanto l’entusiasmo all’inizio non è sempre al top. Può capitare dunque che arrivi in azienda qualche minuto prima dell’orario previsto per l’inizio del corso e ti rendi conto che nessuno ti attende a braccia aperte: “ora avviso i partecipanti”… Ora? Ma mancano 5 minuti… Ce ne vogliono 10 per trovarli tutti… E poi va a finire che 5 non possono perché hanno altro di più importante da fare, 4 hanno anche un altro corso e quindi salteranno due ore su 5… insomma ci ritroviamo in 4, pochi ma buoni!

Quando il corso, la visita, il sopralluogo giungono al termine però ti rendi conto che le cose sono cambiate… Il cliente sembra soddisfatto e contento del tuo intervento e del tuo contributo: “il corso è stato davvero interessante, mai avrei pensato che anche a casa ci fosse rischio di incendio” oppure, parlando di rischio rumore, “ma allora cosa succede quando c’è l’effetto Doppler?” (che è un fenomeno che poco ha a che vedere col rischio rumore, ma mette in evidenza che forse sei riuscito ad instillare la curiosità di sapere e capire di più e meglio l’argomento) o ancora: “che bello, con una soluzione semplice ed economica siamo riusciti a risolvere il problema”.

Che sia vero che a fare il proprio lavoro con passione ed entusiasmo, alla fine ti porta a trasmetterli anche agli altri? Sicuramente sì e quindi continuiamo per questa strada, perché nessuna giornata di lavoro, alla fine, è mai inutile.

Il tecnico e il docente

Agnese Gaio

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