SPISAL F.I.Q. (Frequently Inquired Questions)

11 maggio 2020

Ripassando esperienze e racconti di sopralluoghi SPISAL nelle aziende, in queste settimane, per la verifica delle misure anti-contagio COVID-19, abbiamo raccolto le DOMANDE PIÙ FREQUENTEMENTE USATE dagli ispettori. Purtroppo la U di USED avrebbe prodotto un acronimo piuttosto scomodo, innescando equivoci e distrazioni: pertanto ripieghiamo discretamente su DOMANDE PIÙ FREQUENTEMENTE INDAGATE.

Alcune sono strettamente correlate alle disposizioni normative, altre derivano da comuni criteri di buon senso, altre ancora sembrano sconfinare nell’eccesso di zelo, ma siccome col virus non si scherza… In tutti i casi non serve affiancare le risposte, perché le domande si bastano da sole. Ecco quindi in ordine sparso, liberamente adattate e senza classificazioni né giudizi, una raccolta di SPISAL F.I.Q (Frequently Inquired Questions):

✓ Avete affisso in ogni bagno le istruzioni per il lavaggio delle mani?
✓ All’ingresso di mensa, spogliatoio e sala riunioni avete messo un avviso con il numero massimo di persone ammesse e con la distanza da rispettare?
✓ In mensa sono segnate le posizioni esatte, opportunamente distanziate, in cui ci si può sedere?
✓ Se in un locale c’è un numero massimo di persone ammesse, avete eliminato tutte le sedie in più?
✓ Sui distributori di bevande e snack avete messo gli igienizzanti per le mani?
✓ Nei punti ristoro avete messo le regole specifiche per l’utilizzo?
✓ Sui distributori di bevande e snack c’è un cartello per limitare la presenza di una sola persona per volta?
✓ I fogli bianchi si notano poco: perché non stampate le informative COVID-19 su fogli colorati, che si notano di più?
✓ Che mascherine avete fornito ai lavoratori? FFP2 o chirurgiche marchiate CE, vero?
✓ Non sono marchiate CE? Allora ne avete trovate di approvate da INAIL o Istituto Superiore di Sanità?
✓ Sapete che le mascherine non CE e non approvate INAIL o ISS non si possono usare in ambiente di lavoro? A meno che… siete in grado di dimostrare, carte alla mano, che avete fatto di tutto per trovarne di conformi ma non è proprio stato possibile?
✓ Avete individuato alcuni cestini, ben etichettati e chiusi da coperchi, per la raccolta dai fazzoletti usati?
✓ I cestini per i fazzoletti hanno coperchi basculanti o apribili con il pedale, così da non doverli toccare con le mani?
✓ Ogni quanto vengono fatte le pulizie e le sanificazioni e chi avete incaricato?
✓ La pulizia e la sanificazione del posto guida sui carrelli elevatori vengono fatte e registrate?
✓ La pulizia e la sanificazione dei veicoli aziendali vengono fatte e registrate?
✓ Le scrivanie negli uffici e i bagni vengono puliti ogni giorno?
✓ Avete un registro degli interventi di pulizia e sanificazione?
✓ Avete individuato i servizi igienici dedicati agli esterni e il percorso per raggiungerli?
✓ I servizi igienici riservati esterni sono ben identificati all’ingresso?
✓ Avete messo in giro, in posti ben visibili, dei cartelli che ricordano a tutti di stare a distanza interpersonale di sicurezza?
✓ I dispenser di gel igienizzante per le mani sono facili da usare, premendo l’erogatore senza dover afferrare il contenitore?
✓ Presso i timbratori è disponibile il gel igienizzante per le mani e c’è un cartello con l’obbligo di igienizzare le mani prima e dopo aver toccato il dispositivo?
✓ Nella zona delle timbrature avete messo un cartello che raccomanda di avvicinarsi uno alla volta?
✓ Avete contattato il Medico Competente per gestire i lavoratori fragili, ad esempio quelli con patologie particolari o di età superiore a 55 anni?
✓ Avete tradotto cartelli e informative in altre lingue per chi non capisce l’italiano?
✓ C’è il verbale di costituzione del comitato aziendale, in cui risultano coinvolti RLS e rappresentanze sindacali?
✓ Avete raccolto la documentazione anti-contagio per creare un allegato al DVR?

P.S. Le due ultime domande non sono ultime per caso. In varie occasioni (corsi, videoconferenze, riunioni da remoto con sindacati o anche consulenti, articoli e commenti più o meno autorevoli) i verbali del comitato aziendale e l’incubo del DVR vengono piazzati all’inizio, e in vetta, nella graduatoria delle preoccupazioni.

Senza voler sminuire, li teniamo qui in fondo alla lista. Come un sigillo.

Alberto Vicentin

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