Il 16 settembre 2026 è stata pubblicata la ISO 9001:2026, la nuova edizione della norma internazionale di riferimento per i Sistemi di Gestione per la Qualità.
La revisione si pone in continuità con il percorso già avviato dalla precedente edizione, rafforzandone alcuni principi e adattandoli a un contesto organizzativo, tecnologico e sociale profondamente cambiato.
Già la ISO 9001:2015 aveva aperto la strada a sistemi più snelli, meno burocratici e meno legati a procedure e documenti formali, riportando l’attenzione sui processi, sui risultati e sulla capacità dell’organizzazione di raggiungere i propri obiettivi.
La nuova edizione prosegue in questa direzione e porta il Sistema di Gestione per la Qualità ancora più vicino alla realtà in cui oggi operano le organizzazioni. Le novità si collocano infatti “tra manutenzione e rinnovamento”, rafforzando il ruolo del SGQ come leva strategica, culturale e organizzativa.
Cambiamento climatico, sostenibilità, tecnologie emergenti e Intelligenza Artificiale, nuove modalità di lavoro e nuove aspettative degli stakeholder entrano con maggiore forza nella lettura del contesto. Parallelamente assumono ancora più rilievo la cultura della qualità, il comportamento etico, la consapevolezza delle persone, la gestione del cambiamento e l’utilizzo di dati e informazioni a supporto delle decisioni.
Anche rischi e opportunità vengono distinti più chiaramente. Non si tratta soltanto di chiedersi “cosa potrebbe andare storto?”, ma anche di individuare ciò che può generare miglioramento, innovazione e valore, rendendo la pianificazione più proattiva e orientata al futuro.
Ma forse la domanda più interessante posta da questa evoluzione è soprattutto culturale:
le nostre organizzazioni sono pronte a utilizzare davvero il Sistema Qualità per guardare avanti?
Un SGQ può infatti essere formalmente perfetto e, allo stesso tempo, incidere poco sulle decisioni aziendali. La vera sfida è farlo uscire dall’“ufficio qualità” e portarlo là dove l’organizzazione prende ogni giorno le proprie decisioni: tra chi governa i processi, chi analizza i dati economici e il mercato, chi gestisce persone e tecnologie e, soprattutto, la Direzione.
In questa prospettiva diventa ancora più evidente anche il ruolo del Responsabile del Sistema Qualità: non colui che deve “fare la Qualità” per tutta l’organizzazione, ma l’allenatore di una squadra in cui sono i process owner a giocare la partita. La responsabilità della Qualità diventa così realmente diffusa, coerentemente con una gestione per processi che coinvolge ruoli e funzioni differenti.
Non servono quindi nuovi documenti, ma la capacità di mettere a sistema informazioni, competenze, rischi, opportunità e indicatori, utilizzando il ciclo PDCA per trasformarli in uno strumento semplice, dinamico ed efficace a supporto delle decisioni.
La ISO 9001:2026 può allora rappresentare una concreta occasione di evoluzione: non semplicemente adeguare o rifare il Sistema Qualità, ma chiederci se quello che abbiamo oggi è davvero il Sistema Qualità che ci servirà domani.
Nei prossimi mesi il team A-SIST dello Studio accompagnerà le organizzazioni non semplicemente nell’adeguamento alla nuova edizione, ma nel cogliere questa occasione per ripensare il Sistema Qualità come vero strumento di gestione.
