NUOVO PIANO NAZIONALE D’AZIONE PER IL RADON 2023-2032

Adottato con D.P.C.M. 11/01/2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21/02/2024, il Piano Nazionale d’Azione per il Radon 2023-2032, come previsto dal D.Lgs. 101 del 31/07/2020 (recante “Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell’articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117”).

Il PIANO principalmente individua (come riportato all’art. 10 del D.Lgs. 101 del 2020):

  1. “le strategie, i criteri e le modalità di intervento per prevenire e ridurre i rischi di lungo termine dovuti all’esposizione al radon nelle abitazioni, negli edifici pubblici e nei luoghi di lavoro, anche di nuova costruzione, per qualsiasi fonte di radon, sia essa il suolo, i materiali da costruzione o l’acqua;
  2. i criteri per la classificazione delle zone in cui si prevede che la concentrazione di radon come media annua superi il livello di riferimento nazionale in un numero significativo di edifici;
  3. le regole tecniche e i criteri di realizzazione di misure per prevenire l’ingresso del radon negli edifici di nuova costruzione nonché degli interventi di ristrutturazione su edifici esistenti che coinvolgono l’attacco a terra, inclusi quelli di cui all’articolo 3, comma 1, lettere b), c) e d) del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380;
  4. gli indicatori di efficacia delle azioni pianificate”

In particolare, relativamente alle indagini sulla concentrazione media annua di attività di radon negli ambienti di lavoro, fornisce criteri per l’individuazione dei punti di misura. Ai sensi del D.Lgs. 101/2020, infatti, l’esercente è tenuto ad effettuare le misurazioni della concentrazione media annua di attività di radon in aria in tutti gli ambienti di lavoro sotterranei, mediante l’impiego di dispositivi di misurazione da collocarsi ogni 100 m2 o frazione, per locali di superficie maggiore di 100 m2, o ogni 50 m2 o frazione, per locali di dimensione inferiore a 100 m2. Il Piano Nazionale specifica che sono esentati dalla misurazione:

  • locali di servizio, spogliatoi, bagni, vani tecnici, sottoscala, corridoi
  • locali a basso fattore di occupazione (cioè minore di 100 ore/anno).