COSA SONO I CONTATTI A “BASSO RISCHIO”

Giova ricordare, in questa fase che vede una particolare diffusione del virus ma anche della smemoratezza, cosa si intende per contatti ad “alto rischio” (cioè i famosi CONTATTI STRETTI, che fanno scattare le misure di cautela) e per contatti a “basso rischio” (cioè quelli, per così dire, meno stretti, che in genere non fanno scattare misure di cautela, se non la scrupolosa applicazione delle consuete misure igienico-sanitarie); ci viene in aiuto la Circolare del Ministero della Salute del 30 dicembre scorso (LINK), in cui si precisa che sono CONTATTI A BASSO RISCHIO, QUALORA ABBIANO INDOSSATO SEMPRE LE MASCHERINE CHIRURGICHE O FFP2, una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, ad una distanza inferiore ai 2 metri e per meno di 15 minuti” e “una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) o che ha viaggiato con un caso COVID-19 per meno di 15 minuti”; come dire che le situazioni appena più a rischio, ad esempio perché superiori ai 15 minuti o perché la mascherina non è stata usata sempre, sono da considerare contatti stretti (“alto rischio”).