CANTIERE O NON CANTIERE? QUESTO PUÒ ESSERE UN PROBLEMA

È una questione sempre calda, ma d’estate nelle aziende diventa particolarmente scottante. D’estate si smontano e rimontano impianti, si costruiscono strutture, si ampliano edifici, si sistemano i piazzali, si fanno manutenzioni straordinarie che spesso, molto più spesso di quanto sembri, finiscono per entrare nel campo di applicazione del Titolo IV del D.Lgs. 81/08, quello dei cantieri temporanei o mobili, cioè quei luoghi in cui si effettuano i cosiddetti lavori edili o di ingegneria civile.

Ma se dobbiamo solo tirar giù un muro? Ma se si tratta solo di allargare un po’ un soppalco? Ma se dobbiamo solo rifare un tratto di fognatura e di muretto di recinzione? Ma se le due imprese incaricate operano in momenti diversi? Tutte domande legittime, e tutte accomunate dalla medesima risposta: sono comunque cantieri sottoposti a Titolo IV!

E allora?

Allora l’azienda per cui l’opera verrà realizzata diventa fatalmente Committente, e il Committente, negli scivolosi meandri del Titolo IV, ha precisi obblighi e pesanti responsabilità, tra cui:

  • sempre, la verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi;
  • quasi sempre, la trasmissione della notifica preliminare a ULSS e Ispettorato Provinciale del Lavoro;
  • nei casi in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, la designazione del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori.

E per togliere un altro dubbio: no, non basta il DUVRI, perché è vero che l’art. 26 del D.Lgs. 81/08 regolamenta in generale gli appalti in Azienda, ma quando questi appalti sconfinano nel Titolo IV prevale la disciplina dei cantieri edili e di ingegneria civile. Anche perché, per dirla in modo colloquiale, quando un’area viene consegnata all’impresa per l’esecuzione di un lavoro rientrante nel Titolo IV del D.Lgs. 81/08, per l’intera durata del cantiere quell’area non è più “casa del committente” ma diventa “casa dell’impresa”: scritto così sembra esercizio filosofico, ma se capitano ispezioni o incidenti si trasforma in concitata concretezza.

Ecco perché, tutto l’anno ma soprattutto d’estate, quando in un’azienda inizia a pensare ad un intervento da eseguire presso la propria sede, è bene porsi subito una domanda, semplice, amletica e ricca di conseguenze: cantiere o non cantiere?

P.S. Una volta, ad un corso, un ispettore dello SPISAL ha detto che, in fondo, anche piantare un chiodo in un muro per appendere un quadro è cantiere edile, perché il lavoro interessa la struttura dell’edificio. Ma forse scherzava. Forse.