APPROFONDIMENTI SU NUOVO D.LGS. 3 SETTEMBRE 2020, N. 116 – RIFIUTI

Nelle scorse settimane il nostro Studio ha preso parte a diversi webinar che hanno trattato le modifiche e le integrazioni intervenute alla Parte IV del D.Lgs. 152/06 con il nuovo D. Lgs. 116/2020 del 03/09/2020, entrato in vigore lo scorso 26 settembre 2020. Di seguito riportiamo le principali:

Responsabilità della gestione dei rifiuti (art. 188)

Viene confermata l’esclusione della responsabilità del produttore/detentore in caso di conferimento dei rifiuti al servizio pubblico di raccolta e in caso di conferimento dei rifiuti a soggetti autorizzati alle attività di recupero o di smaltimento, a condizione che il produttore/detentore abbia ricevuto la 4a copia del FIR controfirmata e datata entro i 3 mesi dalla data di conferimento al trasportatore (inizio trasporto) oppure alla scadenza abbia provveduto a dare comunicazione alla Provincia della mancata ricezione (comunicazione da inviare appena possibile, dopo la scadenza dei tre mesi).

Tuttavia, viene introdotta una novità. Nel caso di conferimenti di rifiuti a soggetti autorizzati alle operazioni di raggruppamento (D13), ricondizionamento (D14) e deposito preliminare (D15) la responsabilità del produttore/detentore è esclusa quando questi ultimi abbiano ricevuto, oltre alla 4a copia del FIR controfirmata e datata, anche un’attestazione di avvenuto smaltimento resa ai sensi del D.P.R. n. 445 del 2000 e sottoscritta dal titolare dell’impianto di destino. Tale attestazione deve contenere almeno i dati dell’impianto e del titolare, la quantità dei rifiuti trattati e la tipologia di operazione di smaltimento effettuata.

Si precisa che tale novità si applica a partire dal 26/09/2020 e fino alla data di entrata in vigore del Decreto attuativo del nuovo Registro elettronico nazionale (REN) per la tracciabilità dei rifiuti, il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti che sostituirà il vecchio SISTRI.

Classificazione dei rifiuti (art. 183)

A partire dal 1° gennaio 2021 entrano in vigore nuove disposizioni relative ai rifiuti urbani. Tra le varie modifiche sostanziali si segnala quella riportata all’art. 183, comma 1, lettera b-ter), punto 2 che definisce i rifiuti urbani quei rifiuti indifferenziati e da raccolta differenziata provenienti da fonti diverse da quelle domestiche che sono simili per natura e composizione ai rifiuti domestici indicati nell’Allegato L-quater prodotti dalle attività riportatenell’Allegato L-quinquies.

Con questa nuova definizione viene eliminato il concetto di rifiuti assimilati ai domestici, ovvero quei rifiuti speciali per origine assimilati agli urbani dai Regolamenti comunali. Dal 1° gennaio 2021 esisteranno pertanto solo rifiuti urbani e rifiuti speciali.

È bene precisare che nella lista delle attività (Allegato L-quinquies) è stata volontariamente tolta la voce “Attività industriale con capannoni di produzione”, pertanto sulla base di un’interpretazione meramente letterale della nuova disposizione sembrerebbe che debbano essere gestiti come rifiuti speciali non solo i rifiuti derivanti dall’attività produttiva in senso stretto, ma anche i rifiuti prodotti dagli altri reparti delle imprese industriali (uffici, mense, etc..). Sentiti però i pareri di alcuni esperti del settore sembra che la novità sopra descritta non vada a modificare l’attuale gestione dei rifiuti in Azienda. Su quest’ultimo punto si auspica di ricevere ulteriori disposizioni che possano chiarire i dubbi e le perplessità.

Sistema di tracciabilità dei rifiuti

In attesa dell’entrata in vigore del nuovo Registro elettronico nazionale (REN) per la tracciabilità dei rifiuti, continuano ad applicarsi i modelli vigenti di registro carico e scarico e di formulario. Sono state introdotte però alcune novità a partire dal 26 settembre 2020:

Registro cronologico di carico e scarico (art. 190)

  • Sono stati esonerati dall’obbligo di tenuta del registro di carico e scarico i produttori di rifiuti non pericolosi fino a 10 dipendenti. Il calcolo del numero dei dipendenti va effettuato considerando l’impresa nella sua globalità, non la singola unità locale, e va riferito al numero dei dipendenti occupati mediamente a tempo pieno durante un anno, mentre i lavoratori a tempo parziale e quelli stagionali rappresentano frazioni di unità lavorative annue. L’anno da considerare è l’ultimo anno di esercizio contabile approvato;
  • L’obbligo di conservazione del registro di carico e scarico (che si ricorda deve essere tenuto o reso accessibile presso ogni impianto di produzione di rifiuti) si riduce da 5 a 3 anni dalla data dell’ultima registrazione;

Formulario di identificazione dei rifiuti (art. 193)

  • L’obbligo di conservazione del FIR si riduce da 5 a 3 anni, come per il registro di carico e scarico;
  • La trasmissione della 4a copia può essere sostituita dall’invio mediante PEC, sempre che il trasportatore assicuri la conservazione del documento originale o provveda, successivamente, all’invio dello stesso al produttore (comunque entro i 3 mesi dalla data di conferimento al trasportatore);
  • Nella compilazione del formulario di identificazione, ogni operatore è responsabile delle informazioni inserite e sottoscritte nella parte di propria competenza. Il trasportatore non è responsabile per quanto indicato nel formulario dal produttore e per le eventuali difformità tra la descrizione dei rifiuti e la loro effettiva natura e consistenza, fatta eccezione per le difformità riscontrabili in base alla diligenza professionale.

Attività particolari

È stato abrogato l’art. 266, comma 4 del D. Lgs. 152/06 che definiva i rifiuti provenienti da assistenza sanitaria e da attività di manutenzione, ora normati rispettivamente dall’art. 193, comma 18 e dall’art. 193, comma 19.

In particolare i rifiuti da attività di manutenzione, fra i quali rientrano anche le attività di pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione, sanificazione e i piccoli interventi edili, si considerano prodotti presso l’unità locale, sede o domicilio del soggetto che svolge tali attività e viene consentito, per quantitativi limitati che non giustificano l’allestimento di un deposito dove è svolta l’attività, che il trasporto di tali rifiuti venga accompagnato dal documento di trasporto (DDT), in alternativa al FIR, attestante le informazioni necessarie alla tracciabilità del materiale in caso di controllo in fase di trasporto (luogo di effettiva produzione, tipologia e quantità dei materiali, numero colli o stima del peso, luogo di destinazione).

N.B. Il trasporto dal luogo di effettiva produzione alla sede o domicilio del manutentore viene sempre considerato un trasporto di rifiuti ed essendo tale il soggetto che effettua il trasporto deve essere iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

RIFERIMENTI NORMATIVI: D.Lgs. 3 settembre 2020, n. 116